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Boldini nella Parigi degli Impressionisti


Nell’autunno del 2009 Ferrara Arte presenterà una mostra dedicata a Giovanni Boldini, uno dei più importanti artisti cittadini che ha avuto una fama internazionale. Il tema della rassegna è inedito e di grande interesse. Protagoniste saranno infatti le opere realizzate tra il 1871, anno del suo trasferimento nella capitale francese, e il 1886, anno dell’ultima mostra impressionista. Altra novità di rilievo è che, grazie alla collaborazione con lo Sterling & Francine Clark Art Institute di Williamstown, che ospiterà la rassegna dopo Ferrara, per la prima volta verrà presentata una grande mostra di Boldini in un museo americano di straordinario prestigio.Saranno circa un centinaio le opere che, organizzate in sezioni tematiche, illustreranno i generi e i soggetti trattati da Boldini in questi anni di intensa sperimentazione: opere che certo devono molto agli incontri avuti con gli artisti che lavoravano a Parigi in quegli anni – in primo luogo, gli impressionisti Degas, Manet, Renoir, e poi i maestri più affermati e alla moda come Fortuny e Meissonier, o gli stranieri Whistler e Sargent – ma che sono soprattutto frutto di una straordinaria capacità di osservare, indagare e restituire, con uno stile via via sempre più personale e inconfondibile, la brulicante vita della ville lumière.   Il percorso della mostra inizierà con un breve prologo dedicato all’attività degli anni fiorentini, un’esperienza fondamentale per la formazione di Boldini. Si entra poi nel cuore della rassegna con i quadri di genere dei primi anni Settanta che fecero la fortuna del pittore fra i ricchi collezionisti del tempo soprattutto in America. Seguirà un’ampia sezione dedicata alla rappresentazione della città moderna con i suoi caffè, le vie affollate, le piazze dove passano veloci o sostano le carrozze e gli omnibus a cavalli e quindi una selezione di opere che illustrano la sua personale interpretazione della pittura en plein air, con cui realizzò celebri paesaggi e marine nel nord della Francia. Al tema tutto boldiniano delle vedute d’atelier verrà dedicata una interessantissima sezione. Si analizzerà, infine, l’evoluzione del suo stile nel genere del ritratto, dalle effigi più intime che ritraggono amici e colleghi, a quelle ufficiali. Il modo in cui l’artista, alla metà degli anni Ottanta, giunge ad esplorare quest’ampia gamma di temi e di generi rivela un’indipendenza stilistica sorprendente rispetto al panorama figurativo coevo e testimonia l’acquisizione di quella maniera che caratterizzerà lo stile della sua piena maturità. È proprio con opere di questa fase che si conclude il percorso espositivo, in particolare con alcuni tra i più celebri ritratti realizzati nell’ultimo decennio dell’Ottocento, momento in cui Boldini si afferma sul palcoscenico internazionale come uno dei più contesi pittori dell’alta società del vecchio e del nuovo continente.